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La frontiera

“La frontiera è un termometro del mondo. Chi accetta viaggi pericolosissimi in condizioni inumane, attraversando i confini che si frappongono lungo il suo sentiero, non lo fa perché votato al rischio o alla morte, ma perché scappa da condizioni ancora peggiori”.
Così scrive Alessandro Leogrande nel suo libro di storie di migranti "La frontiera", un libro inchiesta sulla complessità delle motivazioni che spingono a iniziare il viaggio verso l’Europa, verso mondi lontani. E quando vediamo arrivare i migranti sulle coste europee, assistiamo soltanto all’epilogo di un viaggio iniziato, quasi sempre, diversi anni prima. E sono violenza e oppressioni e lutti a scandire ogni metro conquistato, metaforico e reale, ogni centimetro di dolore e disperazione, segni nella carne e nella memoria, che si rinnova ogni giorno, di quei migranti.

22 Dic 2015 0 comment

E’ un viaggio che porta da un al di qua a un al di là di una “frontiera” che muta continuamente, in un’Europa i cui punti di accesso divengono foce di un fiume la cui origine è spesso violenta, spesso ignorata: nuove guerre, dittature che crollano, deflagrazioni in aree al di là dei nostri orizzonti.
Leogrande ci invita: “bisogna farsi viaggiatori per decifrare i motivi che hanno spinto tanti a partire e tanti altri ad andare incontro alla morte. Sedersi per terra intorno a un fuoco e ascoltare le storie di chi ha voglia di raccontarle, come hanno fatto altri viaggiatori fin dalla notte dei tempi”.
E allora ecco le storie. Dai trafficanti ai sopravvissuti dei naufragi al largo di Lampedusa, dall’Eritrea alla Libia, da Alba Dorata e dai sui attacchi violenti e assassini, presso Patrasso, contro chi attende di passare illegalmente in Italia, dalla tratta di essere umani e organi nel Sinai alle origini della rotta dei Balcani; ma anche le vicende dei Cie italiani e storie nella periferia romana, perché la frontiera può essere ovunque. Si narra così, tra gli altri, del curdo iracheno Shorsh, del darfuriano Ali, del somalo Hamid e del bambino scafista Abdel.
Storie, la cui conoscenza aiuta a capirne dei naufragi, dei tanti morti nel mediterraneo e di coloro che ce l’hanno fatta, in una disperata lotta per la sopravvivenza.
Ricorda Leogrande che “chi sopravvive a un naufragio in cui ha assistito impotente alla morte dei propri cari, dei propri amici, dei propri compagni, dei propri figli, non riesce più a liberarsi da quell’immenso dolore. Ne rimangono impregnati il volto, la voce, la vita. Quel dolore è inscalfibile e intraducibile, ancor più inscalfibile e intraducibile quando non incontra altro che silenzio e indifferenza”.
“La frontiera” è anche un racconto fatto di numeri, come quelli dell’operazione Mare nostrum che ha portato a bordo delle navi italiane 156.362 in 378 giorni, quindi in poco più di un anno: 413 persone al giorno, fino alla sospensione della missione dell’ottobre 2014. E ancora non è bastato, si ricorda, a evitare le 3400 morti del 2014, dovute a naufragi di barconi appena partiti dalla Libia, come è avvenuto per tre carrette del mare, nel settembre 2014, con quasi mille morti in totale.
E per l’operazione Triton, che ha sostituito Mare Nostrum, con il controllo di coste e pattugliamento delle acque territoriali (all’interno delle trenta miglia che circondano le coste di Puglia, Calabria e Sicilia), i numeri dicono che, senza più monitorare in alto mare, l’area controllata è stata ridotta del 70%, da 22.350 miglia quadrate a 6900.
Un’esperienza non positiva, tanto da indurre l’Unione a consentire che le operazioni di soccorso nel Mediterraneo potessero spingersi fino a centotrentotto miglia nautiche a sud della Sicilia. “Si è intuito“ - scrive Leogrande - che l’unica cosa da fare nell’immediato per arginare le morti in mare e ripristinare qualcosa di molto simile a Mare nostrum, con il coinvolgimento delle risorse e delle unità navali degli altri paesi europei”.
Una frontiera che continuerà a spostarsi dunque, sulle mappe nautiche e sulla terraferma, così come tra le vicende degli umani, i loro giorni, i loro racconti, le loro parole, i loro silenzi.

Alessandro Leogrande
La frontiera
pp. 320
Feltrinelli, I Narratori, novembre 2015

 

Giuseppe M. Galeone
Twitter: @Giuspi8

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